Egnazia da sogno: la grande musica incanta il Parco Archeologico con i sold out dei Pooh e di Riccardo Cocciante

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Migliaia di fan in estasi per festeggiare le icone della canzone italiana. L'assessore Palmariggi: «Un’esperienza collettiva di rara bellezza che consolida la reputazione culturale di Fasano»

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24 Agosto 26

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Due serate memorabili, un’atmosfera magica e migliaia di voci unite a cantare i brani che hanno fatto la storia della musica d'autore. Il Parco Archeologico Nazionale di Egnazia si conferma palcoscenico di eccellenza e bellezza senza tempo, incorniciando i successi dei Pooh e di Riccardo Cocciante nelle date del 20 e 23 agosto, entrambe contrassegnate dal tutto esaurito. 

I due concerti hanno segnato il debutto del festival Egnazia Kepos Sound e sono stati promossi dall’associazione culturale Il Tassello Mancante in sinergia e collaborazione con Friends and Partners, Vurro Concerti, il Comune di Fasano e la direzione del Parco Archeologico di Egnazia.

A dare il via alle danze, giovedì 20 agosto, sono stati i Pooh per una tappa del tour che celebra i loro 60 anni di carriera. Un concerto fiume di oltre tre ore in cui la storica band ha trascinato il pubblico attraverso inni generazionali come “Piccola Katy”, “Tanta voglia di lei”, “Pensiero”, “Dammi solo un minuto” e la toccante “Uomini soli”. 

Ieri sera, 23 agosto, l'emozione si è riaccesa con l'energia graffiante di Riccardo Cocciante: con i suoi 80 anni compiuti, il maestro ha incantato la platea per oltre due ore e quarantacinque minuti, regalando esecuzioni intense di capolavori intramontabili come “Margherita”, “Bella senz'anima”, “Cervo a primavera”, “Se stiamo insieme” e “A mano a mano”.

Oltre la grandezza della musica, a rendere davvero uniche le due tappe è stato l’abbraccio del pubblico. Tra le millenarie testimonianze di Egnazia si è avvertita una rara complicità emotiva: fan storici giunti da ogni parte d'Italia fianco a fianco con giovani generazioni, genitori e figli stretti nello stesso coro. Durante l'esibizione dei Pooh, le luci dei telefoni hanno illuminato la notte come una marea di stelle sul finale di “Chi fermerà la musica”; con Cocciante, il Parco si è trasformato in un teatro a cielo aperto dove l'intensità di ogni acuto è stata accolta da un silenzio quasi reverenziale, sfociato poi in interminabili standing ovation. Un’esperienza collettiva vissuta a fior di pelle, capace di unire memorie personali e bellezza condivisa.

«Vedere il Parco Archeologico di Egnazia, luogo simbolo della nostra storia millenaria e uno dei siti di più alto valore archeologico del Sud Italia, vibrare grazie a due autentici monumenti della musica italiana come Riccardo Cocciante e i Pooh, artisti che hanno scritto la storia della nostra cultura ed emozionato generazioni intere, radunando qui migliaia di persone, è motivo di immenso orgoglio per tutta la comunità fasanese – dichiara il Sindaco Francesco Zaccaria –. È stato un incontro straordinario tra eccellenze: un dialogo potente che dimostra come Fasano sappia coniugare, al più alto livello, la valorizzazione del proprio straordinario patrimonio storico e paesaggistico con una proposta culturale e di intrattenimento di primissimo piano nazionale. Desidero rivolgere un ringraziamento sentito al Ministero della Cultura per aver concesso la disponibilità di un luogo così prestigioso, alla Direzione del Parco per la preziosa collaborazione, a l’associazione Tassello Mancante che, in qualità di organizzatore, ha curato con professionalità impeccabile due serate indimenticabili, e a tutte le forze dell'ordine, ai volontari e alle maestranze che ne hanno garantito il perfetto svolgimento».

«I concerti dei Pooh e di Riccardo Cocciante al Parco Archeologico di Egnazia hanno avuto un riscontro straordinario – dichiara l’Assessore al Turismo Pier Francesco Palmariggi –. In questi dieci anni di amministrazione i più grandi interpreti e protagonisti della storia della musica hanno fatto tappa a Fasano rafforzando, concerto dopo concerto, la reputazione di questo territorio nel panorama culturale nazionale. Ma successi simili non esistono senza lavoro di squadra: desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte e, in modo particolare, l'associazione “Il Tassello Mancante” che ha operato in perfetta sinergia con noi e con lo staff dell’area archeologica per dare a Fasano un’altra bellissima occasione per splendere, trasformando la grande musica in un'esperienza collettiva di rara bellezza».
 

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